Terre Joniche

Parlare della #CooperativaTerreJoniche senza tener nel debito conto il contesto in cui i soci della Cooperativa si sono trovati ad agire non rende giustizia all’importanza sociale del loro operato. Questo è quanto si legge nell’allegato II – Pon sicurezza per lo sviluppo obiettivo convergenza 2007-2013.

12 Settembre 2012
Ob.op.2.5 Miglioramento della gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata
Attività: progetto finalizzato alla riconversione di beni confiscati alla criminalità organizzata, al fine del loro reinserimento nel circuito produttivo anche attraverso il coinvolgimento di associazioni di promozione sociale e di cooperative sociali per la realizzazione di iniziative a beneficio di categorie deboli

Il Comune di Isola di Capo Rizzuto è caratterizzato storicamente da una capillare presenza mafiosa. Le cosche, nonostante i colpi subiti negli ultimi anni, sono ancora fortemente strutturate e capaci di trattare affari illeciti con le più importanti ‘ndrine delle altre province calabresi, ovvero a mantenere ramificazioni operative ed imprenditoriali fuori dalla regione e all’estero.
Si tratta di organizzazioni capaci di un’articolata gamma di attività criminali, dal traffico di stupefacenti al racket delle estorsioni e proiettate sul controllo di attività economiche legali nel settore agricolo e in quello turistico. Quest’ultimo rappresenta una delle principali fonti di reddito delle cosche.
Una particolare e diffusa versione della pratica estorsiva sperimentata in questo territorio consiste nell’imposizione di manodopera da parte mafiosa. L’azione delle cosche nei confronti degli operatori economici è asfissiante e annulla ogni forma di concorrenza, con conseguenze disastrose sul “libero mercato”.
“Il contesto generale del fenomeno criminale mafioso della provincia manifesta periodiche instabilità, specialmente nell’area del Comune di Isola Capo Rizzuto, ove si sta assistendo, a fronte di un indebolimento degli “Arena”, al consolidamento dei “Nicoscia”, forti dell’alleanza con altre famiglie locali e del sostegno fornito dal clan “Grande Aracri” di Cutro.
Lo scontro fra gli Arena e i Nicoscia ha fatto registrare gravi eventi delittuosi come omicidi, danneggiamenti con colpi di arma da fuoco o appiccamento di incendi con finalità estorsive o di intimidazione di pubblici amministratori e di rappresentanti istituzionali. I contrasti si sono acuiti a seguito del ritorno in libertà di alcuni esponenti di spicco degli “Arena”, tra cui Carmine Arena, ucciso nel 2004 con l’utilizzo di un bazooka RPG7.
Con l’operazione “Grande Drago”, eseguita il 21 ottobre 2005, è emersa tutta la potenzialità criminogena della cosca, ben capace di esportare i suoi modelli operativi anche in realtà avulse da contesti di ‘ndrangheta, come la provincia di Reggio Emilia, ove suoi affiliati ponevano in essere attività finalizzate principalmente alla raccolta di “fondi” tra gli imprenditori operanti nel settore edile, loro corregionali, i quali, opportunamente sollecitati con “imbasciate”, contribuivano al finanziamento dell’organizzazione criminale, tramite donazioni di denaro contante o sub-appaltando a ditte vicine alla cosca, operanti nello stesso settore, lavori di sbancamento, demolizioni e forniture di materiali inerti nei vari cantieri edili della provincia reggiana.
Nel gennaio 2008 il Comune di Isola di Capo Rizzuto è stato uno dei soggetti firmatari del protocollo “Restitutio” promosso dalla Prefettura di Crotone, insieme alla Provincia di Crotone, ed ai Comuni di Cutro, Crucoli, Cirò, Crotone, Strongoli e all’associazione Libera, per il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla ‘ndrangheta.
L’obiettivo del progetto è quello di favorire la costituzione di una cooperativa sociale, attraverso un bando pubblico, che, attraverso la gestione produttiva dei terreni confiscati, possa operare su 2 direttrici: la prima sull’agricoltura biologica, la seconda sul turismo sociale.
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