BENI CONFISCATI E ABBANDONATI AD ISOLA DI CAPO RIZZUTO.

Secondo i dati dell’ Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati nel 2016, in Italia, i beni immobili confiscati erano 23.576 concentrati, soprattutto, in 6 regioni (Sicilia 43,51%, Campania 12,76%, Calabria 12,00%, Puglia 9,46%, Lazio 7,02%, Lombardia 6,88%). Sempre secondo la stessa fonte, con dati aggiornati all’11 Marzo 2020, i beni immobili dati in gestione sono 17340, quelli destinati 16446. Nella sola regione Calabria, i beni immobili destinati sono 2882, quelli dati in gestione sono 1885 (vedi foto)
Non sono disponibili, però, secondo quanto riportava nel 2017, Fondazione con il sud, “dati certi sul numero di beni utilizzati, nonostante i 21 milioni di euro destinati nel precedente ciclo della programmazione dei Fondi strutturali alla loro mappatura con i progetti REGIO (un sistema informatico del valore di 7 milioni di euro) e SIT-MP (un sistema informatico telematico del valore di circa 14 milioni di euro) nati proprio allo scopo di garantire un continuo scambio di dati e informazioni sui sequestri, sulle confische e sulla gestione dei beni confiscati. Una recente ricerca di Libera ha censito 525 soggetti, del terzo settore, che hanno valorizzato beni confiscati. Non va meglio sul fronte delle aziende confiscate: l’ANBSC ne segnala 3.585 ma solo una decina sono date in gestione a cooperative di dipendenti, mentre la stragrande maggioranza resta in carico all’Agenzia che non ha ancora deciso la destinazione. Non esistono invece dati sui beni mobili”.
Questa invece la situazione in cui versano alcuni beni confiscati nel territorio di Isola di Capo Rizzuto.
Foto di #DaniloLoprete e #AntonioSerio

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