2 Aprile 1985: Strage di Pizzolungo

Era la mattina del 2 aprile 1985 quando il magistrato Carlo Palermo uscì dalla sua casa per recarsi in procura a Trapani. Carlo Palermo viaggiava su una una Fiat 132 blindata, seguito da un’altra macchina di scorta non blindata, una Fiat Ritmo. All’altezza della strada provinciale che attraversa Pizzolungo, l’auto di Palermo superò una Volkswagen Scirocco, dove a bordo c’era Barbara Rizzo, 30 anni, che accompagnava a scuola i suoi due gemelli di 6 anni, Giuseppe e Salvatore Asta. Scrive Davide De Bari che nonostante il sorpasso, l’autobomba venne fatta esplodere comunque da Cosa nostra e la Scirocco fece da scudo alla 132 del magistrato. Il sostituto procuratore rimase ferito, ma i tre vennero spazzati via. “Sulla destra nella strada c’è una voragine di metri. – racconta Carlo Palermo nel suo ultimo libro “La Bestia” – Vedo per terra piccoli frammenti di lamiera di altri colori. Un flash nella mente mi fa muovere di scatto la testa. Le altre macchine? Dove sono? Scomparse. Mi giro attorno. Vedo tutto offuscato. Una macchia rossa in alto sulla parete di una casa richiama la mia attenzione. Mi avvicino. C’è un cancello, chiuso. All’interno, per terra, in corrispondenza della macchia in alto, piccoli resti… di un bimbo… di un elastico… fogli svolazzanti di libri di scuola”.
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