‘Ndrangheta e politica di coesione

Qualcuno potrebbe chiedersi quale sia il punto di contatto fra una indagine sulla ‘ndrangheta e le politiche di coesione europee, politiche che puntano al riallineamento di aree e territori marginali che devono convergere con ciò che è la realtà economica e sociale dell’Europa unita. In Calabria esiste un problema diffuso. In buona parte della regione il territorio è, di fatto, controllato dalla ‘ndrangheta, soprattutto per quanto riguarda aree agricole, zone dismesse, rifornimenti idrici e smaltimento dei rifiuti, tutti elementi che concorrono al conseguimento dell’ obiettivo convergenza. In Calabria e nelle regioni del sud in cui sono presenti le mafie, è strategico per l’UE conoscere quale sia la realtà della situazione. Soprattutto in questo momento storico nel quale occorre anche affrontare l’emergenza umanitaria e sociale delle migrazioni, per le quali l’Italia, in nome dell’UE, deve assumersi totalmente le proprie responsabilità rispetto alla gestione della prima accoglienza. Questo insieme di problematiche può essere affrontato solo se si costruisce una narrazione alternativa al comodo silenzio che, purtroppo, investe istituzioni pubbliche e private. Crediamo che lo strumento principale sia esclusivamente quello del data Journalism, perché capace di opporre l’efficacia dei dati a narrazioni complici e omissive. Noi, come team di ricerca, iniziamo oggi e proseguiremo nei prossimi anni, incontrando persone e testimoni capaci di diffondere storie e modelli in grado di cambiare le prospettive. Questo perché dopo decenni è arrivata l’ora che i fondi comunitari siano per la Calabria uno strumento per raggiungere un obiettivo certo, la convergenza e non un bene di consumo divorato da pochi e incapace, quindi, di produrre il bene comune.

6/02/2020

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